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disco.jpgSpesso si pensa a CD e DVD, come a supporti immortali, che non si deterioreranno nel tempo come avveniva per le VHS, invece, prima o poi ci si accorge che, l’inevitabile l’usura causata dal tempo e/o dall’uso intensivo tende a produrre danni meccanici anche ai supporti digitali, come graffi di vario genere sulla superficie dei dischi; in certi casi, il CD o DVD comincia a causare errori di lettura che possono pregiudicare anche completamente la fruizione dello stesso.

Per ovviare a questo problema esiste ora un utile strumento chiamato Disk Repair Pro, che consente di eliminare la maggior parte dei graffi superficiali dai nostri cd e dvd, dando loro nuova vita e dando a noi il tempo e il modo di fare dei backup :) Il Disk Repair è un dispositivo simile ai primi lettori di CD di mp3… che erano un po’ più grandi di un comune lettore CD.Nella confezione, assieme all’apparecchio, troverete 2 tipi diversi di spazzole, e un particolare liquido detergente: le spazzole azzurre (morbide) per la pulizia, e quelle verdi e gialle (abrasive) per la riparazione vera e propria. L’utilizzo è decisamente semplice, grazie anche alle istruzioni in italiano: una volta selezionate e avvitate le spazzole più adatte nelle loro sedi e aggiunte poche gocce del detergente, è sufficiente inserire il CD e premere il tasto di pulizia o quello di riparazione a seconda del caso.Dai nostri test appare un ottimo prodotto per la riparazione di graffi superficiali e anche di media profondità/gravità. Interessante, anche se forse un po’ eccessivo, per la pulizia dei supporti.Se avete molti DVD nella vostra videoteca o una nutrita collezione di CD o se usate questi supporti per salvare i vostri dati, l’acquisto del Disk Repair è decisamente consigliato, visto anche il costo molto contenuto, costa come uno dei numerosi supporti originali che potrete salvare. Disk Repair Pro vi può davvero aiutare in svariate occasioni e salvare dalla pattumiera i vostri film e/o CD audio/dati. [Scheda completa prodotto]

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Sul network di Skype si sta propagando da alcuni giorni un nuovo worm per Windows che sfrutta le funzionalità di messaggistica istantanea del celebre client VoIP per diffondersi da un PC all’altro.

Ad avvisare gli utenti è la stessa Skype che spiega sul suo sito anche come difendersi.

Chiamato Ramex.a, ma anche noto come Pykspa.d e Skipi.a, il verme si comporta come gli innumerevoli malware che negli ultimi anni hanno preso di mira le più diffuse applicazioni di instant messaging: dopo aver infettato un PC, Ramex.a invia a tutti i contatti di Skype un messaggio contenente il link a quella che, in apparenza, è un’innocua immagine JPEG. Se un avventato utente clicca sul link, però, scarica in realtà un file con estensione “.scr” contenente una copia del worm.

ATTENTI quindi a cosa cliccate!

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Sono passati due mesi e mezzo da quando iPhone è arrivato sul mercato lo scorso 29 giugno; meno di una settimana da quando il prezzo del telefono multimediale è stato abbassato di un terzo e cinque giorni dal lancio della nuova linea di iPod. Di carne al fuoco in casa Apple ce n’è parecchia, ma oggi c’è anche qualcosa in più: in anticipo di tre settimane rispetto alle previsioni è stato infatti venduto il milionesimo iPhone.

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Se siete depressi state lontani da casa, evitate le chiese, non andate in discoteca e nemmeno nei centri commerciali. Piuttosto dedicatevi alla palestra.

La fotografia del dove e perché in molti italiani scatta la molla della depressione, arriva da un’indagine realizzata da Riza Psicosomatica, condotta su circa 1000 intervistati, maschi e femmine, tra i 25 e i 55 anni.

La ricerca parte dall’assunto che il luogo dove ci si trova ha un effetto decisivo sul proprio umore. Il 64% degli intervistati ritiene, in maniera molto (22%) o abbastanza (42%) elevata, che il luogo in cui si vive possa essere un elemento determinante per l’insorgere della depressione. Al contrario invece solo per il 23% il malessere non dipende dal luogo. E fino a questo punto non pare esserci nulla di insolito. Che l’ambiente eserciti un forte condizionamento interno è cosa nota.

Ma quando si passano in rassegna quelli sono i luoghi che stimolano la depressione, qualche sorpresa salta fuori. Al primo posto c’è la propria abitazione (34%), con il definitivo crollo del detto “casa dolce casa”, poi l’ufficio (16%). Ed ecco spuntare le chiese (12%) e i centri commerciali (9%), la discoteca (7%), la casa dei propri genitori (8%), gli aeroporti e le stazioni (4%). A seguire i più scontati ospedali (5%), sale d’attesa (3%) e cimiteri (2%).